VINO DEGLI ORTI
2024 | Venezia Giulia IGT Bianco
Tipo di vino: bianco
Uve: Pinot Grigio, Pinot Bianco, Friulano
Comune di produzione: Gorizia, San Floriano del Collio
Zona di produzione: Isonzo, Collio
VIGNETO
Tipologia del terreno: poco profondo, con scheletro abbondante, ciottoloso, origine eocenica costituita da marne ed arenarie stratificate
Sistema di allevamento: doppio capovolto, guyot
Densità di impianto: 3.000/5.700 ceppi /ha
Età media delle viti in produzione: 37 anni
Epoca e conduzione della vendemmia: seconda decade di settembre
VINIFICAZIONE
Diraspapigiatura
Macerazione pellicolare a freddo: 8°-10° C
Illimpidimento: statico a freddo
Temperatura di fermentazione: 16°-20° C
Lieviti: selezionati
Fermentazione malolattica: non svolta
Elevage: 9 mesi sui lieviti
Illimpidimento: naturale
Imbottigliamento: 4 luglio 2025
Affinamento: 9 mesi in bottiglia
DATI TECNICI
Grado alcolico: 13,79% in vol
Acidità totale: 5,48 g/l
pH: 3,30
Miglior picco evolutivo in: 5 anni
Capacità di affinamento in: 10 anni
Il 2024 si è distinto per un clima caldo e asciutto, tipicamente mediterraneo, che ha reso il lavoro dal punto di vista viticolo favorevole. Le uve hanno beneficiato di un buon stato sanitario e di una maturazione equilibrata, anche se la scarsità di piogge nella prima parte dell’anno ha messo alla prova le riserve idriche dei suoli, creando qualche difficoltà iniziale.
La stagione è stata anticipata, con il pianto della vite a inizio marzo e il germogliamento negli ultimi giorni del mese. Aprile, con giornate calde e asciutte, ha favorito uno sviluppo rapido dei germogli, interrotto solo da un improvviso abbassamento delle temperature nella notte tra il 19 e il 20 aprile, che ha danneggiato i germogli in alcune zone di pianura e fondovalle. Superato questo piccolo ostacolo, il clima favorevole ha accompagnato tutta la fase di crescita vegetativa, con una fioritura iniziata intorno al 20 maggio e conclusa in tempi rapidi, garantendo una buona allegagione dei fiori.
I mesi successivi, da maggio a luglio, sono stati caldi e secchi, ideali per lo sviluppo dei grappoli. Una prima grandinata a inizio luglio ha provocato pochi danni, mentre un secondo episodio a metà agosto, con i grappoli ormai vicini alla maturazione, ha causato qualche riduzione quantitativa.
La vendemmia è iniziata il 29 agosto con il Pinot Grigio e si è svolta in condizioni ottimali: giornate calde e asciutte hanno permesso di raccogliere uve sane, ben mature, con un buon equilibrio tra zuccheri e acidità. I valori di pH, leggermente più elevati rispetto all’anno precedente, sono comunque rimasti in linea con gli standard storici.
Il 2024 sarà ricordato come un’annata di resa contenuta ma di grande qualità, in cui quantità e pregio del frutto hanno trovato un raro equilibrio. Per andamento climatico e risultati in vigneto, annate simili possono essere considerate il 2022, il 2018, il 2011 e il 2008.
ANNATE PRECEDENTI
2023
Il 2023 verrà ricordato come un’annata imprevedibile ma promettente, caratterizzata da vini molto interessanti grazie all’equilibrio tra freschezza e potenzialità aromatiche. Un’alternanza di periodi caldi e piovosi ha sfidato la gestione agronomica del vigneto, ma l’attenta cura delle piante ha permesso di valorizzare al meglio le caratteristiche delle uve. A differenza del 2022, caratterizzato da un clima caldo e siccitoso che aveva favorito una maturazione omogenea, il 2023 ha visto eventi meteorologici significativi che hanno influenzato il ciclo vegetativo della vite senza tuttavia comprometterne la qualità.
L’inverno ha registrato temperature superiori alla norma, con un gennaio mite e precipitazioni nella media. Al contrario, febbraio ha visto una drastica riduzione delle piogge e temperature leggermente più basse rispetto all’ultimo decennio, rallentando il risveglio vegetativo della vite. Durante la primavera si sono alternate fasi fresche e calde, che hanno accelerato il ciclo fenologico e portato a una fioritura rapida e omogenea a fine maggio.
L’estate è stata segnata da condizioni variabili: se fino a giugno l’annata sembrava molto simile alle precedenti, luglio ha visto abbondanti precipitazioni e violenti temporali, con grandinate che hanno colpito Collio e Isonzo, causando danni limitati ai vigneti esposti a ovest/nord-ovest. Agosto ha registrato piogge superiori alla media climatica, accumulando riserve idriche maggiori rispetto agli ultimi anni. Queste condizioni hanno rallentato l’invaiatura e posticipato la raccolta, iniziata il 7 settembre con un ritardo di 7-10 giorni rispetto al 2022.
A livello produttivo, le rese sono state inferiori del 25% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, le uve hanno mostrato una buona qualità, con un contenuto zuccherino leggermente inferiore alla media ma acidità elevate, garantendo equilibrio e freschezza, con ottime potenzialità aromatiche.
2022
Il 2022 è stato un anno caratterizzato da notevoli variazioni climatiche. L’anno è iniziato con inversioni termiche e precipitazioni inferiori alla media; questa siccità è continuata nei mesi successivi. Intorno al 10 aprile è cominciato il germogliamento, mentre la fioritura è stata anticipata. Il 19 maggio, infatti, abbiamo osservato i primi fiori aperti. Durante tutta la primavera si sono registrati pochi millimetri di pioggia. La stagione estiva ha visto continuare questo andamento, con mesi caldi e secchi che hanno causato siccità in alcune zone. In pianura, in particolare, si è fatto ricorso all’irrigazione. Il ciclo della vite però ha continuato il suo corso, con i primi acini invaiati di pinot grigio rilevati già intorno all’11 luglio. Durante i mesi di agosto e soprattutto di settembre c’è stato un aumento delle precipitazioni, che ha reso possibile una maturazione molto buona dell’uva. L’ultimo trimestre dell’anno è stato asciutto, con poche quantità di acqua. La qualità dell’uva è stata buona, con un accumulo di zuccheri superiore alla media, acidità totali e pH in linea con i nostri storici. I vini si presentano rotondi e complessi nei primi anni, con un ottimo potenziale di invecchiamento, soprattutto per il vino rosso Merlot.
2021
Gennaio e febbraio hanno registrato temperature nella norma e un’ottimale quantità di precipitazioni. A marzo le temperature erano instabili e accompagnate da una scarsa quantità di pioggia. A metà mese è iniziato il pianto della vite. Il 7 e 8 aprile ricordiamo le gelate tardive che hanno colpito gli alberi da frutto; questo fenomeno, fortunatamente, non ha portato a danni importanti per la vite.
Verso la seconda metà di aprile è cominciato il germogliamento, a partire dalle varietà di Chardonnay, Sauvignon e Tocai Friulano. Il mese di maggio 2021, assieme al maggio 2019, è stato uno dei più freddi degli ultimi 30 anni e risulta essere il più fresco dal 1991. Nel mese di giugno e luglio le temperature sono salite ed è stata registrata poca pioggia. La fioritura, iniziata nella prima settimana di giugno, si è conclusa rapidamente grazie alla buona disponibilità idrica dei terreni. L’invaiatura era in ritardo rispetto al 2020, infatti gli acini hanno cominciato a cambiare colore a fine luglio – inizio agosto. Agosto ha presentato temperature nella media. Le prime due settimane di settembre sono state caratterizzate dall’assenza di pioggia e pertanto siamo riusciti a raccogliere gran parte delle uve a bacca bianca nelle migliori condizioni climatiche. Anche gli ultimi tre mesi dell’anno hanno presentato un deficit nella pluviometria.
Il 2021 ha regalato una qualità delle uve molto buona, in particolare per le uve a maturazione media e medio-tardiva. Anche il pH e l’acidità si sono mantenuti a livelli buoni grazie alle escursioni termiche che hanno caratterizzato l’ultima fase della maturazione.
2020
I primi mesi del 2020 hanno registrato pochi giorni di pioggia e temperature al di sopra della norma, fatta eccezione per alcune precipitazioni a inizio marzo. A metà marzo ha avuto inizio in maniera irregolare il pianto della vite, a causa della siccità dei mesi invernali. Nelle prime ore del mattino dei giorni 1 e 2 aprile 2020, su gran parte delle zone di fondovalle si sono registrate temperature inferiori a 0 °C. Fortunatamente molte varietà non erano ancora germogliate e pertanto non sono stati osservati danni particolari nei nostri vigneti.
Grazie al repentino rialzo delle temperature è incominciato anche il germogliamento. Nei mesi di maggio e giugno si sono registrate piogge ben distribuite, che non hanno disturbato la fioritura, avvenuta intorno al 18 maggio e conclusasi a fine mese. A giugno le temperature sono aumentate. L’invaiatura è avvenuta a luglio, in anticipo rispetto all’anno precedente. Agosto ha presentato temperature e piogge nella media.
La nostra vendemmia 2020 è cominciata il 2 settembre con la varietà Pinot Grigio ed è terminata il 30 settembre con il Merlot. Gli ultimi mesi dell’anno hanno registrato un cumulo pluviometrico importante.
Ricordiamo questa annata per l’alta qualità delle uve, con un ottimo equilibrio tra zuccheri e acidità e interessanti espressioni aromatiche. I vini presentano freschezza ed eleganza nei primi anni e un ottimo potenziale di invecchiamento.
2018
L’annata 2018 ha avuto un buon inizio di stagione, con temperature al di sopra della media nel periodo del germogliamento. Questo innalzamento termico, verificatosi a partire da metà aprile, ha comportato un rapido accrescimento vegetativo e, successivamente, una fioritura breve e anticipata di circa 15 giorni rispetto alla media storica.
In seguito, nel periodo tra maggio e luglio, c’è stato un andamento climatico molto positivo, caratterizzato da una distribuzione regolare delle piogge (importanti soprattutto a giugno per la fase di accrescimento e ingrossamento degli acini) e con temperature al di sopra della media climatica. I primi accenni di invaiatura sono stati rilevati nelle zone precoci nei primi giorni di luglio, in anticipo di due settimane rispetto al dato medio storico per la zona.
Il caldo record di fine luglio e della prima decade di agosto ha fortemente condizionato il processo di maturazione dell’uva, tutto sommato ottimale per la vite, e ha permesso di ottenere un’uva perfettamente sana alla vendemmia. Fondamentale, inoltre, in questo periodo è stata la presenza di notevoli escursioni termiche, che hanno favorito la sintesi di composti aromatici.
Si ricorda la vendemmia 2018 anche per il clima perfetto di settembre, che ha consentito l’ottimale maturazione anche delle uve rosse. L’annata 2018 esprime da un punto di vista qualitativo un carattere di continuità con la precedente, i cui vini bianchi sostanzialmente si sono contraddistinti per un contenuto alcolico moderato, con acidità equilibrata ed un’importante espressività aromatica, in particolare per Friulano e Sauvignon, a garanzia di un’elevata qualità.